{"id":1239,"date":"2015-08-13T12:55:32","date_gmt":"2015-08-13T10:55:32","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=1239"},"modified":"2015-08-13T12:55:32","modified_gmt":"2015-08-13T10:55:32","slug":"i-due-microbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/08\/13\/i-due-microbi\/","title":{"rendered":"I due microbi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/ingranaggi.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1240\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/ingranaggi.png?w=300&#038;resize=300%2C210\" alt=\"Ingranaggi\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/08\/ingranaggi.png?w=305&amp;ssl=1 305w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/08\/ingranaggi.png?resize=300%2C210&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:center\">\n<p style=\"text-align:justify\">Romt era un microbo che viveva sulla punta di un dente di un ingranaggio dentro un orologio da polso, massiccio, tutto d&#8217;acciaio, cinturino incluso. Giovanna, la proprietaria dell&#8217;orologio, non aveva la bench\u00e9 minima\u00a0idea della sua esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Romt era un compagnone. Era esuberante e pieno di vita, trascinava tutti con il suo buon&#8217;umore e aveva in ogni situazione lo spirito giusto per entusiasmare. Gli capitava spesso di passare intere giornate raccontando la barzelletta che piaceva a tutti, quella sul mitocondrio innammorato, che scatenava intorno a lui la pi\u00f9 viva ilarit\u00e0 e faceva assiepare addosso a lui le altre microbine che abitavano quel luogo dell&#8217;Universo che loro chiamavano casa. Dopo il divertimento gli piaceva molto donare s\u00e9 stesso attraverso i peduncoli che pescavano dritti dritti dentro di lui le sue catene di DNA. In quei momenti provava qualcosa di profondo che gli sembrava desse un senso preciso alla sua vita. Questo estrarre pezzi del suo io pi\u00f9 recondito e autentico per donarli a chi gli stava vicino, gli creava una sensazione come di eternit\u00e0.<br \/>\nE spesso si perdeva a guardare il panorama\u00a0sopra di lui, immerso in queste sensazioni, pensando a futuri momenti ancora differenti dal passato.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gult era una microba che viveva nell&#8217;avallamento tra due denti di un ingranaggio dello stesso orologio. Giovanna, pur non conoscendo l&#8217;esistenza nemmeno di Gult, viveva bene lo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gult era una tipa schiva. Non dava confidenza a nessuno, e passava tutto il tempo sempre intenta nelle sue faccende con lo sguardo rivolto verso il basso. Nulla la distraeva e nulla la interessava veramente.<br \/>\nMa quel giorno fu presa da una sensazione strana. Le sembrava di percepire come se il suo tempo stesse cambiando, come se ci fosse qualcosa di nuovo, mai provato prima, da assecondare. Alz\u00f2 allora lo sguardo e lo vide da lontano. Era tutto un movimento armonico, tutto un fermento di energia ed entusiasmo. E i rumori lontani che arrivavano dal suo luogo erano di allegria e spensieratezza.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gult non era mai stata attratta dalla mondanit\u00e0, non si era mai interessata alle leggerezze e il suo occhio era sempre stato ancorato alla levigata superficie di casa sua. Ma quel giorno alz\u00f2 lo sguardo e sorrise, perch\u00e9 quel personaggio lontano di cui non conosceva nemmeno il nome, aveva qualcosa di straordinario, aveva un fascino che lo rendeva importante. Non era perch\u00e9 si atteggiava a capetto animatore della sua brigata, si vedeva che laggi\u00f9 dove viveva era l&#8217;idolo di tutti. Ma questo non significava niente. Era la dolcezza con cui alzava lo sguardo nella sua direzione che la colp\u00ec. E i giorni che seguirono lei non fu pi\u00f9 quella di prima.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Romt la not\u00f2 subito. Gli occhi alzati avrebbero potuto fermarsi su mille obiettivi differenti, invece non ebbe nemmeno modo di razionalizzare, fu rapito da quella vista e su di essa si concentr\u00f2 come mai gli era capitato nella vita. Non sapeva nemmeno spiegarsi perch\u00e9. Era una microba dall&#8217;aspetto dimesso e quasi ordinario, si capiva che era una tipa schiva e non predisposta ad appassionarsi alle caratteristiche goliardiche del suo carattere. Tuttavia aveva una bellezza che andava oltre l&#8217;estetica, rispondeva ai suoi ondeggiamenti con impercettibili movimenti in sintonia perfetta con lui. E queste non sono armonie che si incontrano tutti i giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">I loro ingranaggi regolavano la fase lunare dell&#8217;orologio e il loro avvicinamento fu lento e sempre pi\u00f9 carico di passione attesa e complicit\u00e0. In tutto quel periodo, Romt raccont\u00f2 la sua barzelletta preferita da tutti con un po&#8217; meno partecipazione del solito e fece fatica a dar retta a\u00a0tutti i suoi amici\u00a0che cercavano di trascinarlo nella mischia del divertimento. Spesso non si faceva nemmeno coinvolgere finch\u00e9 da lontano, ma ogni giorno sempre pi\u00f9 vicino, Gult non gli faceva un cenno con un sorriso di lasciarsi andare a chi lo cercava cos\u00ec insistentemente.<br \/>\nGult, dal lato suo, sempre pi\u00f9 spesso abbandonava le sue faccende per ammirare l&#8217;avvicinamento di quel microbo cos\u00ec affascinante e spavaldo, che arrossiva con tenerezza quando la guardava.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Da poco erano riusciti a scambiarsi reciprocamente i nomi e gi\u00e0 pregustavano l&#8217;imminente momento dell&#8217;abbracciarsi stretti, quando Giovanna stava attendendo con\u00a0\u00a0impazienza l&#8217;arrivo dell&#8217;amico che non vedeva da tempo. I suoi ricordi erano un po&#8217; offuscati, ma non si ricordava che fosse persona da dover aspettare cos\u00ec tanto tempo. L&#8217;impazienza virava velocemente all&#8217;insofferenza e il giornale, che stava sfogliando distrattamente nell&#8217;attesa, le ricord\u00f2 che la fase lunare di quel giorno sarebbe stata una bella luna piena e non quella falce appena accennata che riportava il suo orologio.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Armeggi\u00f2 allora sulla rotella dell&#8217;orologio finch\u00e9 la fase lunare non fu posizionata su una bella luna piena e ne trasse quel po&#8217; di soddisfazione utile per dimenticare il disagio del ritardo del suo imminente partner. Soppes\u00f2 sul polso l&#8217;orologio d&#8217;acciaio. E il peso greve del metallo\u00a0le dette\u00a0\u00a0una piacevole sensazione\u00a0un po&#8217;\u00a0\u00a0bondage, che la fece eccitare\u00a0e sorridere al pensiero che nessuno avrebbe\u00a0conosciuto il suo piccolo segreto.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gult e Romt ebbero un incontro intensissimo e sconvolgente. Ma molto, molto veloce, e dovettero fare\u00a0subito le loro scelte. Gult cap\u00ec subito che il mondo di Romt non poteva fare per lei. Sarebbe sempre stata un pesce fuor d&#8217;acqua, intenta in faccende che gli altri non avrebbero potuto n\u00e9 comprendere, n\u00e9 apprezzare. Romt avrebbe dovuto decidere se abbandonare la sua casa, le sue amicizie, i festini in cui era il mattatore, la sua barzelletta ripetuta all&#8217;infinito, tutto in cambio di una semplice incerta perfetta sintonia.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Allontanandosi, ritto e contrastato sulla punta del dente del suo ingranaggio, Romt guard\u00f2 a lungo Gult con il volto chino intenta nelle sue faccende, sperando che alzasse il suo sguardo. Perch\u00e9 questo \u00e8 quello che successe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romt era un microbo che viveva sulla punta di un dente di un ingranaggio dentro un orologio da polso, massiccio, tutto d&#8217;acciaio, cinturino incluso. Giovanna, la proprietaria dell&#8217;orologio, non aveva la bench\u00e9 minima\u00a0idea della sua esistenza. 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