{"id":1323,"date":"2015-08-26T13:22:07","date_gmt":"2015-08-26T11:22:07","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=1323"},"modified":"2015-08-26T13:22:07","modified_gmt":"2015-08-26T11:22:07","slug":"il-dilemma-del-come-spiegare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/08\/26\/il-dilemma-del-come-spiegare\/","title":{"rendered":"Il dilemma del come spiegare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/cumuli_e_luna.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1324\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/cumuli_e_luna.png?w=300&#038;resize=300%2C167\" alt=\"Cumuli_e_Luna\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/08\/cumuli_e_luna.png?w=1017&amp;ssl=1 1017w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/08\/cumuli_e_luna.png?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/08\/cumuli_e_luna.png?resize=768%2C427&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Conoscevo Franca da una quindicina d&#8217;anni. All&#8217;inizio ci frequentavamo con la compagnia di amici comuni. La nostra amicizia, sempre genuina, si era sviluppata gradualmente, all&#8217;inizio molto superficiale, poi sempre pi\u00f9 stretta per\u00a0le innumerevoli affinit\u00e0 che ci legavano.<br \/>\nNegli ultimi anni la compagnia si era sciolta, essendo tutti gli altri persi a seguire il corso delle loro vite, tra coniugi e figli, lavoro e routine esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Io e Franca invece avevamo continuato a vederci, ritagliandoci innocui spazi all&#8217;interno delle nostre relazioni sentimentali\u00a0per coltivare\u00a0le\u00a0sintonie\u00a0della nostra amicizia. E ci trovavamo spesso da soli o in compagnia a gustare una chiacchiera davanti ad un aperitivo o passeggiando\u00a0abbracciati allegramente per il centro rimanendo entrambi sorpresi\u00a0dall&#8217;arguzia dei suoi commenti su bancarelle e passanti. Quando ero con lei tutto si muoveva in un&#8217;armonia che non ammetteva incertezze e si sviluppava con una serena naturalezza che lasciava spazio solo per la nostra spontaneit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Forse proprio per questo, a\u00a0dire il vero, non riuscivo a spiegarmi\u00a0come mai quella sera finimmo\u00a0in quella situazione. Il bosco intorno all&#8217;abitato iniziava a scurirsi preparandosi alle tenebre e nel cielo altissimi cumuli nembi si sviluppavano a vista d&#8217;occhio minacciando di ricoprire la luna con il loro carico di pioggia fitta. Intorno a noi le luci fioche dei lampioni appena accesi gareggiavano senza primeggiare con la luminosit\u00e0 \u00a0diffusa del tramonto frettolosamente partito dall&#8217;orizzonte\u00a0per arrivare in tempo per trasformarsi in alba di l\u00ec a qualche ora. Una certa ansia si faceva strada nei nostri cuori e non tanto per l&#8217;atmosfera quasi magica dell&#8217;imbrunire, ma per il fatto che avevamo gi\u00e0 provato ormai troppe volte a trovare la strada per ritornare alla nostra auto per rientrare\u00a0alle nostre case e\u00a0sempre questi ceffi alti e minacciosi ci avevano sbarrato ogni passaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Non sapevamo chi fossero. Erano strani. Lunghi e magri come fuscelli, con un volto innaturalmente\u00a0scarno. Lei subito aveva associato il loro viso\u00a0all&#8217;urlo di Munch.<br \/>\nE a\u00a0fatica, dalla piazza principale, eravamo riusciti a raggiungere una piazzetta laterale appartata da cui sapevamo si sarebbe potuto imboccare un sentierino stretto e ripido che ci avrebbe portato al parcheggio, ma l\u00ec dall&#8217;alto vedemmo bene che intorno alla nostra auto altri due di quei brutti ceffi si aggiravano minacciosi. Ci fermammo un attimo, fissandoci negli occhi. Non riuscivamo proprio a spiegarci come saremmo potuti uscire da quella situazione. Credo che dal mio sguardo trasparissero i segni di un crescente smarrimento, perch\u00e9 lei si fece carico della situazione e trov\u00f2 la soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mi prese la mano, sorridendomi, stringendola forte.\u00a0Io per reazione le presi l&#8217;altra, si avvicin\u00f2 lentamente e con naturalezza in un momento che sembr\u00f2 durare una vita appoggi\u00f2 le sue labbra sulle mie. Il bacio fu come se da sempre fossimo abituati all&#8217;intimit\u00e0, ma con l&#8217;emozione dirompente del primo bacio della vita. Lasciammo le nostre mani per avvolgere con le nostre braccia il corpo dell&#8217;altro e continuammo. Spinse il suo bacino contro il mio e io assecondai il suo movimento andandole incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Non so quanto dur\u00f2 quel lungo passaggio, so che il pensiero dei ceffi pi\u00f9 sotto non era pi\u00f9 all&#8217;ordine del giorno. Ci scostammo un attimo, con un sorriso dipinto in volto, che pi\u00f9 che dalla bocca nasceva dagli occhi e con un movimento sincrono, quasi le nostre menti fossero mosse da una coscienza comune, raggiungemmo una panchina a pochi metri da noi, mi distesi e lei si accovacci\u00f2 sopra di me con leggiadria massimizzando il contatto tra i nostri corpi. Sentivo distintamente ogni singolo punto del mio corpo dolcemente sfiorato dal suo e ognuno di quei punti mi lanciava vibrazioni ed\u00a0emozioni che accrescevano la mia eccitazione e il mio trasporto.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Con il\u00a0suo viso chino su di me, lasci\u00f2 che i suoi lunghi capelli, in caduta libera,\u00a0circondassero\u00a0il mio volto come in una prigione. E in quella gabbia, le sue labbra fecero scorribande a lungo e senza freno a sondare ogni\u00a0angolo del mio viso. Voi non avete idea di quanto morbide fossero\u00a0quelle labbra e quanto, anche solo sfiorando la superficie della mia pelle, mi stessero entrando dentro l&#8217;anima.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/note.png?w=636\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\" \/>\u00a0Paparapap\u00e0 paparapurapurap\u00f9 &#8230;.\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/08\/note.png?w=636\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\" \/>\u00a0 \u00a0La musica della sveglia del cellulare si fece sempre pi\u00f9 insistente, nonostante il mio inconscio si rifiutasse completamente di distogliersi dal momento magico che stavo vivendo. Ci vollero, io credo, alcuni minuti prima che la realt\u00e0 riuscisse ad acquisire un barlume della sua sostanza. Con fatica alzai la schiena tendendo le braccia\u00a0puntellate dietro per mantenerla\u00a0ritta. Ero confuso. Non era l&#8217;eccitazione ancora viva a tenermi in quello stato. Era quella sensazione naturale e intensa di amore appena sbocciato che stava scuotendo ogni poro della mia pelle che non riuscivo pi\u00f9 a riportare ad una dimensione nota della mia esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ci vollero altri minuti prima che riuscissi a modificare la mia posizione. Mi girai di lato, con i piedi a sfiorare il pavimento ancora freddo dalla notte e rimasi a ciondolare l\u00ec seduto perso in pensieri sempre pi\u00f9 tumultuosi. Proprio nel pomeriggio dovevo vedermi con Franca. E adesso? Come avrei mai potuto spiegarle che tra noi era tutto cambiato?<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conoscevo Franca da una quindicina d&#8217;anni. All&#8217;inizio ci frequentavamo con la compagnia di amici comuni. 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