{"id":1366,"date":"2015-09-03T01:23:03","date_gmt":"2015-09-02T23:23:03","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=1366"},"modified":"2015-09-03T01:23:03","modified_gmt":"2015-09-02T23:23:03","slug":"nella-mia-vita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/09\/03\/nella-mia-vita-2\/","title":{"rendered":"Nella mia vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/09\/plenilunio.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1367\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/09\/plenilunio.png?w=300&#038;resize=300%2C202\" alt=\"Plenilunio\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/plenilunio.png?w=1054&amp;ssl=1 1054w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/plenilunio.png?resize=300%2C202&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/plenilunio.png?resize=768%2C516&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/plenilunio.png?resize=1024%2C688&amp;ssl=1 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Alcuni giorni fa ero in montagna.<br \/>\nIn realt\u00e0 la storia \u00e8 pi\u00f9 articolata. Avevo passato la giornata un po&#8217; pi\u00f9 lontano da l\u00ec, a ridosso del mondo indaffarato del business, mischiato ad altre persone, pi\u00f9 o meno della mia et\u00e0, per accudire questo fiume, che chiamiamo pomposamente lavoro, che tortuosamente cerca di portare da qualche parte cos\u00ec tanti di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Solo in serata ero rientrato in montagna.<br \/>\nA causa della discendenza di una parte del ceppo familiare da quel paesino, la mia famiglia ha colonizzato quel piccolo luogo esposto al sole delle dolomiti venete, occupando con piccoli avamposti tre o quattro dei suoi quartieri.<br \/>\nQuella sera, ho offerto, in un ristorantino tipico del luogo la cena a due mie nipoti, figlie di mia sorella. Et\u00e0 tra i venticinque e i trenta, seguono amorevolmente i miei genitori che svernano durante l&#8217;estate al fresco dei mille metri di altitudine.\u00a0Brave ragazze, dimostrano, con le parole dei loro discorsi, seriet\u00e0 e concentrazione verso il loro incerto futuro, quasi fossero gi\u00e0 fin troppo mature.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Parlando del pi\u00f9 e del meno, ho avuto quasi la sensazione di essere io, pi\u00f9 adolescente di loro, come se questa vita portasse con s\u00e9 delle fasi in cui il senso di marcia del nostro spirito si dovesse adeguare, andando avanti e indietro, ad un costante tentativo di trovare la posizione buona per riuscire a parcheggiare nello spazio riservato alla serenit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Finita la cena siamo andati a trovare i miei genitori all&#8217;altro lato del paese. Mio padre, ormai ha traguardato la soglia dei novanta, mia madre, cerca di raggiungerlo. Non \u00e8 un segreto, gli anni che ci separano raccontano una storia la cui sintesi \u00e8 semplice: la mia famiglia era gi\u00e0 al completo.\u00a0Due genitori, quattro fratelli, pi\u00f9 o meno ravvicinati tra loro. Io, distanziato a molte lunghezze, sono comparso a perturbare gli equilibri.\u00a0Ma, come mia mamma ha sempre\u00a0ripetuto con soddisfazione un&#8217;infinit\u00e0 di volte, ero cos\u00ec buono che non si sono nemmeno accorti di avermi allevato.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">E infatti, \u00e8 andata cos\u00ec, perch\u00e9, qualche volta, te lo senti dentro di essere una specie di intruso in questo mondo. Nessuno ti attendeva, c&#8217;era una festa e non eri propriamente invitato, ma ti sei fatto vedere\u00a0alla porta lo stesso. Ti fanno entrare, sorridendoti, e il minimo che puoi fare \u00e8 non disturbare, muovendoti con circospezione, sentendoti a tratti poco di pi\u00f9 di uno spermatozoo che per caso \u00e8 incocciato in un ovulo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mio pap\u00e0 non mi riconosce pi\u00f9. Non sa pi\u00f9 chi sono. Entro in casa dei miei, al seguito delle mie nipoti, mi sorride, si ricorda che ci siamo gi\u00e0 visti i giorni precedenti, il mio volto gli \u00e8 familiare, ma non \u00e8 pi\u00f9 collegato alla relazione\u00a0di parentela che ci lega. Ci si scambia i saluti con mia mamma, si fanno le prime parole, lui \u00e8 silenzioso. Poi mi viene vicino, mi prende la mano e mi porta davanti alla parete dove ci sono alcune foto. Me ne indica una in cui lui e la mamma sono in posa sotto un ripido sentiero tra le rocce vicino ad un rifugio. \u00c8 di pochissimi anni fa. Con loro due ci siamo anche io e mia figlia ora adolescente.<br \/>\nNon parla, ma mi sorride, puntando il dito contro la mia chioma di capelli decisamente pi\u00f9 contenuta rispetto ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ricordo bene quella foto. Quel giorno ero orgoglioso di portare i miei genitori ad un rifugio in alta montagna. Erano emozionatissimi.\u00a0Io ero orgoglioso e &#8230; terrorizzato. Temevo che, mettendo il piede in fallo, potessero farsi male e, alla loro et\u00e0, subire conseguenze\u00a0devastanti per gli anni a venire. Era estate piena, una giornata calda e soleggiata, ma arrivati al rifugio faceva freddissimo, un vento impetuoso ci aveva costretto a mangiare risotti e minestre calde, anche se avevamo gli zaini gremiti di altre vettovaglie. Quel giorno era stata una bellissima gita, tutto era filato liscio e arrivati a casa io ero sollevato. Oggi so anche che quella gita era necessaria per poter portare a casa il simulacro di ricordo che ora contemplavamo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Nell&#8217;indicare la foto, mio pap\u00e0 era felice e emozionato. Non sapeva chi ero, ma sapeva dentro di s\u00e9 che ero un pezzo importante della sua vita. Lo so che dietro il suo stato c&#8217;\u00e8 la malattia. E so bene che si potrebbe pensare che sono senza cuore, ma la verit\u00e0 \u00e8 che io quella sera sono stato contento per lui. Ha lavorato una vita, donando ogni energia nel suo\u00a0corpo per i suoi figli e la sua famiglia. Ora fisicamente sembra un giovanotto a dispetto della sua et\u00e0 e il non ricordare chi sono io, chi sono i suoi figli, lo mette in uno stato di sereno, emozionato distacco e di perenne sorpresa.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Non so cosa si possa veramente sperare per la propria vecchiaia, ma se oblio deve essere, io credo che quello di conservare la gentilezza infinita di mio pap\u00e0, senza preoccupazioni di sorta e con l&#8217;affetto dei propri cari sia un buon modo di avvicinarcisi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Quella sera poi, dopo il pellegrinaggio\u00a0alla foto\u00a0e\u00a0le parole di mio pap\u00e0 mentre\u00a0mi abbracciava felice perch\u00e9 io e lui eravamo nella stessa immagine, ho visto\u00a0mia mamma pendere\u00a0dalle mie labbra chiedendomi di seguito dieci volte la stessa cosa con sfumature sempre diverse per sapere come stavo, come andava la mia vita, se riuscivo a reggere il carico, &#8230; E quando avevo salutato tutti per ritornare a casa, mi aveva rincorso per darmi una bottiglietta di acqua tonica. Perch\u00e9 per lei io devo sempre mangiare e bere. \u00c8\u00a0ancora tutto come se dovesse accudirmi, come se io fossi ancora su quel vecchio seggiolone. Il seggiolone che viene costruito apposta perch\u00e9 i genitori non debbano chinarsi troppo, cos\u00ec sufficientemente alto perch\u00e9 tu, quando piombi gi\u00f9 a terra perch\u00e9 non sei legato bene (e io ricordo ancora nitidissimamente il suolo che si avvicina veloce mentre cado), se sopravvivi, si capisce \u00a0bene che il tuo angelo custode \u00e8 di buona qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Quella sera sono tornato a casa percorrendo la strada fino\u00a0al lato opposto del paese. C&#8217;era una atmosfera magica, nessun lampione acceso, silenzio\u00a0e luce lunare. L&#8217;aria era carica di foschia, a stento faceva vedere i profili delle montagne in lontananza. La Luna piena, invece sembrava non risentire minimamente dell&#8217;umidit\u00e0, la sua luce era limpida quanto i contorni ultradefiniti\u00a0dei suoi mari. E illuminava tutto con forza e mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mentre camminavo tutto solo perso in sensazioni contrastanti tra l&#8217;incerto e l&#8217;insicuro, ripensavo all&#8217;arco di esistenze che avevo toccato nell&#8217;intera giornata. Mi sentivo al centro della vita, perch\u00e9 sono ormai dieci anni che dalle mie parti si continua a sperare che Dante Alighieri avesse sbagliato a definire con esattezza il mezzo del cammino. E,\u00a0con la testa al cielo, nonostante avessi la retina impressionata dalla Luna in tutta la sua maestosa presenza, l&#8217;immagine che vedevo dentro il mio animo era quella dell&#8217;intera parabola della vita nella sua lineare complessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ci agitiamo. Sogniamo. Viaggiamo. Percorriamo il mondo in lungo e in largo. Programmiamo le nostre esistenze. Improvvisiamo. Corriamo di qua, corriamo di l\u00e0. A volte persino amiamo.<br \/>\nIn realt\u00e0, la verit\u00e0 \u00e8 che, qualsiasi cosa facciamo, stiamo solo camminando scostati di una manciata di centimetri, da un lato o dall&#8217;altro di quella parabola. Nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">E oggi, che ho ripensato a tutte quelle sensazioni, e ho provato a metterle in frasi, mi accorgo che mi dispiace un po&#8217; perch\u00e9 quello\u00a0che ho scritto\u00a0oggi \u00e8 solo un articoletto senza sostanza,\u00a0e non uno dei miei soliti raccontini.<br \/>\nSe avessi messo tutto sotto forma di racconto, sicuramente avrei potuto almeno\u00a0sperare in uno dei miei classici finali a sorpresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa ero in montagna. In realt\u00e0 la storia \u00e8 pi\u00f9 articolata. 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