{"id":1589,"date":"2015-11-19T06:40:52","date_gmt":"2015-11-19T05:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=1589"},"modified":"2015-11-19T06:40:52","modified_gmt":"2015-11-19T05:40:52","slug":"luccello-non-ha-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/11\/19\/luccello-non-ha-occhi\/","title":{"rendered":"L&#8217;uccello non ha occhi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><a href=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/11\/immagine_al_nano_microscopio_willstar.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1590\" src=\"https:\/\/sincronicita.files.wordpress.com\/2015\/11\/immagine_al_nano_microscopio_willstar.png?w=300&#038;resize=300%2C225\" alt=\"Immagine_al_nano_microscopio_Willstar\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/11\/immagine_al_nano_microscopio_willstar.png?w=730&amp;ssl=1 730w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/11\/immagine_al_nano_microscopio_willstar.png?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Quella che stavo correggendo era\u00a0la stesura per la pubblicazione finale del tredicesimo articolo in sei mesi. Il quinto che curavo per la rivista scientifica Nature.\u00a0La mia scoperta andava decisamente di moda.<br \/>\nMentre leggevo quello che avevo scritto, una certa noia si faceva avanti. Il tema era sempre affascinante, ricco di infiniti risvolti, ma il\u00a0lento e macchinoso rigore della terminologia tecnica metteva invariabilmente in ombra la poesia del vaso di Pandora che avevamo scoperchiato.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mi scostai un attimo dalla scrivania e ruotai con tutta la poltrona in direzione della finestra. La citt\u00e0 brulicava in un fervore noncurante delle implicazioni della mia scoperta.\u00a0Tutti erano intenti nei loro affari e le persone erano assiepate intorno alle bancarelle del mercato quasi per riscaldarsi vicendevolmente, mentre i primi leggeri\u00a0fiocchi di neve si sparpagliavano timidi verso il suolo. Era una giornata fredda, molto fredda per la stagione ancora autunnale e il cielo lattiginoso e uniforme sembrava scendere sempre pi\u00f9 in basso quasi volesse deporre con maggior attenzione la coltre bianca che i telegiornali preannunciavano da giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Pensavo alla gente. Alla mia scoperta. Alle regole semplici su\u00a0cui si basa il funzionamento del mondo. E sorridevo al pensiero di come la saggezza popolare avesse da sempre i detti buoni per spiegare l&#8217;essenza di tutto. Mi sarebbe piaciuto riempire i miei articoli scientifici di quei detti. Me ne venne in mente uno di quelli che si dicevano da ragazzi: &#8220;L&#8217;oseo non g\u00e0 oci &#8220;. Non avrei nemmeno avuto il coraggio di tradurlo in un articolo, per\u00f2, invece di parlare della dimensione in nanometri di questa o di quell&#8217;altra catena chimica legata alla mia scoperta, mi sarei sentito molto pi\u00f9 bene a divagare sul\u00a0perch\u00e9 la saggezza popolare, a volte, carpisce le verit\u00e0 molto prima della scienza.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">La mente torn\u00f2 indietro ad otto mesi prima. L&#8217;azienda farmaceutica per cui lavoravo come consulente aveva appena acquisito l&#8217;ultima meraviglia della tecnologia: il nanomicroscopio Willstar. Un investimento imponente che, nell&#8217;idea dell&#8217;amministratore delegato della societ\u00e0, doveva servire a rilanciare l&#8217;azienda, ormai in difficolt\u00e0, nella produzione di farmaci davvero innovativi. Il nanomicroscopio Willstar era comparso sul mercato solo un&#8217;anno e mezzo prima, fondeva in un unico oggetto costruito secondo l&#8217;uso delle pi\u00f9 moderne nanotecnologie la potenza di un microscopio elettronico con la possibilit\u00e0 di farlo muovere liberamente all&#8217;interno del corpo umano in virt\u00f9 delle sue dimensioni molecolari. Poteva esplorare ogni angolo dell&#8217;essere vivente fino ad arrivare dove nessun\u00a0uomo\u00a0era mai giunto prima. E da l\u00ec inviava le sue scansioni del micromondo dentro di noi. Era un po&#8217; come vivere l&#8217;emozione di essere dentro il film Viaggio Allucinante, ahim\u00e8 senza Rachel Welch vicino, ma con immagini tutte vere.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Il mondo scientifico si era gettato a capofitto nel suo utilizzo.\u00a0 Il sogno di tutti era debellare finalmente la piaga del cancro. E infatti in pochi mesi i progressi nel settore oncologico erano stati portentosi. Ma, a quanto pare, nessuno scienziato era annoiato come me. Ricordo ancora bene la sera in cui facevo il mio turno all&#8217;uso del microscopio. Avrei dovuto seguire il rigido protocollo dell&#8217;azienda previsto dalla sperimentazione e invece guidai l&#8217;apparato microelettronico a zonzo a caso, dentro le cellule, quasi fosse un motoscafo perso nel Mare della Tranquillit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Era stato un po&#8217; come pilotare un ago in un pagliaio. Sequenze interminabili di tessuti, catene di aminoacidi diverse e per niente dissimili l&#8217;una dall&#8217;altra, strane forme di materia organica, che non sarei nemmeno riuscito a catalogare. E poi arrivai l\u00ec. Dentro il nucleolo di una cellula. E lo vidi. Stavo quasi per ripartire e tornare ad errare in giro. Poi capii.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Dentro a quella cellula, dentro ad ogni cellula del corpo umano, c&#8217;era una piccola struttura submicroscopica inconfondibile. Un minuscolo cervello. Organizzato come un cervello, molto molto simile, anche nelle sembianze, con il fratello maggiore dentro al nostro cranio.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">L\u00ec per l\u00ec mi era sembrata una cosa curiosa, buona per qualche frase d&#8217;effetto e qualche chiacchiera da bar, invero quasi insignificante. Ma poi tutto si manifest\u00f2 piu chiaramente. Ogni cellula in ogni suo nucleolo aveva un &#8220;cervello&#8221; in miniatura e da l\u00ec partivano catene di molecole composite e infinitesime scariche elettriche che, in continuazione, andavano e venivano verso i piccoli &#8220;cervelli&#8221; delle cellule vicine.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Per due giorni di fila non ero riuscito a dormire. Troppo eccitato e troppo sconvolto per non rimanere l\u00ec con il mio motoscafo a sondare la nuova verit\u00e0 che, \u00a0per caso e noia, avevo portato a galla. Ogni cellula &#8220;pensa&#8221; e &#8220;dialoga&#8221; con le compagne intorno a lei.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">In due giorni di veglia avevo scoperto il novanta per cento di tutto quello che oggi so, nove mesi dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Lo riversai nel primo articolo scientifico, che, a dire il vero, all&#8217;inizio pass\u00f2 quasi inosservato.\u00a0Fino a quando si fece vivo Mark Venture, uno scienziato australiano a cui devo gran parte della mia fama. Aveva arricchito la mia scoperta con una serie di importanti dettagli e in tutti i suoi articoli inseriva sempre, in testa, lunghi panegirici per celebrare la genialit\u00e0 delle mie scoperte. \u00a0Cos\u00ec efficaci che, leggendo i suoi testi, sembrava fossero opere mie anche le sue straordinarie osservazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gli devo molto. Non l&#8217;ho ancora conosciuto. Ma mi \u00e8 cos\u00ec simpatico che mi piacerebbe incontrarlo davanti ad una birra. Cos\u00ec poi potrebbe finalmente iniziare il suo prossimo articolo con una frase molto pi\u00f9 adatta a me come: &#8220;Grazie al fortunoso cazzeggio del mio amico Tony Furlan, un cazzone di prima categoria, finalmente sappiamo da qualche mese a questa parte che ogni cellula pensa, parla con le altre cellule e con il cervello centrale, si agita, vuole cose, &#8230;.&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mark ha scoperto che ogni cellula, oltre a parlare con le sue vicine, dialoga con il nostro cervello. Gi\u00e0. Proprio cos\u00ec. Ogni istante, miliardi di cellule inviano impulsi elettrici, una specie di sms del corpo, e spediscono\u00a0catene molecolari codificate, delle specie di e-mail del corpo, e attendono le risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">E il cervello risponde ad ognuna di loro. Continuamente. Un gran casino!<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Grazie all&#8217;opera\u00a0di Mark e con l&#8217;impegno dei ricercatori che ora lavorano nel mio staff abbiamo iniziato ad interpretare il linguaggio delle cellule. Sono vere frasi. Periodi con soggetti, predicati, complementi oggetto e tutto quello che serve per far comunicare due cervelli autocoscienti. Le cellule, tra di loro, usano una specie di dialetto differente tra zona e zona del corpo umano. Qualcosa del tipo, il piede destro parla in veneto, il ginocchio in lumbard, l&#8217;ombelico in romanesco. Cose cos\u00ec. Invece,\u00a0quando parlano con il cervello, usano tutte le stesse regole grammaticali e semantiche.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ora che ho raggiunto\u00a0la fama, i\u00a0miei collaboratori lavorano, io scrivo articoli, cazzeggio, guardo fuori dalla finestra, penso a questa cosa del cervello che deve rispondere a miliardi di altri cervelli. Teste calde. Fannulloni. Sputasentenze. Scontenti. Entusiasti. Ansiosi. Sofferenti. Tutti legati tra loro solo dall&#8217;esigenza primaria di sopravvivere e clonarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Il resto, la nostra mente, i nostri pensieri, i nostri progetti sono solo un&#8217;invenzione buffa della Natura. Un cervello grande per governarli tutti. Un cervello grande per mettere d&#8217;accordo tutte le miriadi di cervelli piccoli per evitare che disgreghino l&#8217;individuo. Credo sia\u00a0stata la cosa pi\u00f9 democristiana, forse l&#8217;unica cosa democristiana che la Natura abbia\u00a0mai inventato in tutta la sua\u00a0evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">L&#8217;articolo che sto scrivendo parla di emozioni, senza citarle. Leggendo l&#8217;articolo non si capisce cosa c&#8217;\u00e8 dietro. Mi obbligano a parlare di questa o quell&#8217;altra sequenza di molecole che dalle cellule vengono inviate al cervello. Di quella lunga solo 5 Angstrom, di quell&#8217;altra stirata su un micrometro e quando succede questo allora scattano i\u00a0fenomeni psichici.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 semplice. Basta che mezzo miliardo di cellule mandino al centro cerebrale\u00a0lo stesso identico messaggio nello stesso momento e il nostro cervello va in pappe, si scatenano le emozioni e i ragionamenti non servono pi\u00f9 a nulla. Diventiamo agglomerati di cellule che \u00a0tirano da una parte all&#8217;altra come cavalli. Un cervello grande fa grandi ragionamenti. Miliardi di piccolissimi cervelli fanno il tumulto esistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Chiusi gli occhi.<br \/>\nOra che sapevo che esistevano,\u00a0ora che li avevo visti scorrere nelle immagini colorate e fascinose del microscopio Willstar,\u00a0mi pareva di sentirli tutti, mi pareva di averli sempre sentiti questi continui flussi informativi dal corpo al cervello e di nuovo al corpo e di nuovo al cervello che disperatamente soccombe sempre al tumulto delle emozioni. Il desiderio, l&#8217;amore, la rabbia, la felicit\u00e0, la stanchezza, la noia.\u00a0Flussi turbinosi di messaggi non pi\u00f9 gestibili che la nostra mente pu\u00f2 solo assecondare sotto forma di bisogni irrefrenabili della nostra anima. Il nostro io pi\u00f9 profondo e atavico. Miliardi e miliardi di cellule, unite per il bene comune, portatrici dei bisogni pi\u00f9 veri del loro esistere unicellulare.<br \/>\nAprii gli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">La neve ora cadeva fitta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella che stavo correggendo era\u00a0la stesura per la pubblicazione finale del tredicesimo articolo in sei mesi. Il quinto che curavo per la rivista scientifica Nature.\u00a0La mia scoperta andava decisamente di moda. Mentre leggevo quello che avevo scritto, una certa noia&hellip;  <\/p>\n<p class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/11\/19\/luccello-non-ha-occhi\/\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"footnotes":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7Ly64-pD","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1589"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1589"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1589\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}