{"id":1967,"date":"2015-12-02T17:23:25","date_gmt":"2015-12-02T16:23:25","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=1967"},"modified":"2015-12-02T17:23:25","modified_gmt":"2015-12-02T16:23:25","slug":"quel-che-resta-della-sua-immagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/12\/02\/quel-che-resta-della-sua-immagine\/","title":{"rendered":"Quel che resta della sua immagine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1969\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/11\/quel_che_resta_della_sua_immagine.png?resize=636%2C446\" alt=\"Quel_che_resta_della_sua_immagine\" width=\"636\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/11\/quel_che_resta_della_sua_immagine.png?w=680&amp;ssl=1 680w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/11\/quel_che_resta_della_sua_immagine.png?resize=300%2C210&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Il video amatoriale che stavo guardando era vecchio solo di una settimana, ma aveva gi\u00e0 pi\u00f9 di due milioni di visualizzazioni. La protagonista era una donna sulla quarantina, forse qualche anno in pi\u00f9, un viso non appariscente, n\u00e9 insignificante. Un tipo potremmo dire.<br \/>\nAnche i vestiti che indossava sembravano pi\u00f9 un travestimento di copertura che uno strumento per valorizzare la sua femminilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">La cosa che colpiva era il suo sguardo. Nei suoi occhi una luce intensa si sprigionava nella direzione della telecamera, e il suo corpo iniziava ad ondeggiare in armoniche sempre pi\u00f9 dolci ed ampie quasi ad assecondare la natura ondulatoria dei raggi di luce\u00a0che sprizzavano dalle sue pupille.<br \/>\nC&#8217;era trasporto nel suo sguardo. Intenso coinvolgimento.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">La telecamera scendeva\u00a0lentamente fino a raggiungere una inquadratura dal basso. Ma gli\u00a0occhi della donna rimanevano puntati verso l&#8217;alto, fissi verso la persona che prima stava dall&#8217;altro lato dell&#8217;obiettivo, che ora forse se ne era staccata per dare alle riprese una visione stabile, senza sussulti.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Il viso di lei si faceva sempre pi\u00f9 sorridente e ammaliante.\u00a0Il corpo, nei suoi movimenti ritmici, ora faceva uscire dai vestiti una sensualit\u00e0 insospettabile e travolgente. E, quando inizi\u00f2 a scoprire lentamente nuovi\u00a0lembi della sua pelle, l&#8217;effetto eccitante si moltiplic\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ogni tanto facevo un giro sulla piattaforma pi\u00f9 che altro per essere sempre aggiornato su\u00a0come il\u00a0mondo moderno tempestava i miei figli con i suoi continui messaggi subliminali. Ai miei tempi non esistevano\u00a0cose del genere o, se esistevano, non erano certo alla portata di un innocente click.<br \/>\nNon ero un grande frequentatore di YouPorn e non avrei potuto dare un parere qualificato. Tuttavia\u00a0quel video aveva un&#8217;atmosfera particolare. La sua fattura amatoriale dava a tutte le immagini un&#8217;aura sincera di autenticit\u00e0 e realismo, ma a fare la differenza era quello sguardo della donna, costantemente puntato verso l&#8217;oggetto del suo amore.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">E ora anche il suo corpo, liberato dall&#8217;involucro dei suoi goffi vestiti, rilucente di caldi riflessi in armonia\u00a0con i movimenti flessuosi, si manifestava nella sua perfezione di curve e proporzioni. Ogni essenza della donna era per il suo uomo e, indirettamente, per noi spettatori del video.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">L&#8217;uomo si spost\u00f2, seguito dagli occhi anelanti di lei, nudi e felici, come tutta la sua anima. La telecamera rimase ferma, immobile intrusa spettatrice di una scena che sarebbe stata perfetta nell&#8217;anonimato. L&#8217;uomo entr\u00f2 in scena con la sua ragguardevole presenza. Gli occhi di lei si fecero color miele.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Credo\u00a0che le immagini seguenti\u00a0sarebbero potute essere ancor pi\u00f9 coinvolgenti. Ma non ce la feci proprio. Chiusi tutto e spensi il computer.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Quella donna.<br \/>\nLa conoscevo.<br \/>\nEra Lorena, la madre di un compagno di scuola di mio figlio. Ci incontravamo spesso all&#8217;uscita delle lezioni, mentre aspettavamo l&#8217;arrivo dei nostri rispettivi figli. Era timida e riservata. Sempre schiva\u00a0e misurata, dispensava sorrisi dolci e gentili, ma dava pochissima confidenza alle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Avevo saputo dai pettegolezzi delle festicciole di compleanno che era divorziata gi\u00e0 da diversi anni, ma non avrei proprio potuto continuare a guardare quel video. Erano passati solo tre giorni dall&#8217;accaduto e due da\u00a0quando\u00a0ne avevo avuto notizia. Si era suicidata e nessuno sapeva perch\u00e9 l&#8217;avesse fatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il video amatoriale che stavo guardando era vecchio solo di una settimana, ma aveva gi\u00e0 pi\u00f9 di due milioni di visualizzazioni. La protagonista era una donna sulla quarantina, forse qualche anno in pi\u00f9, un viso non appariscente, n\u00e9 insignificante. 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