{"id":2220,"date":"2015-12-12T10:46:04","date_gmt":"2015-12-12T09:46:04","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=2220"},"modified":"2015-12-12T10:46:04","modified_gmt":"2015-12-12T09:46:04","slug":"eutanasia-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2015\/12\/12\/eutanasia-giusta\/","title":{"rendered":"Eutanasia Giusta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2221\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/peron_del_moz.png?resize=636%2C430\" alt=\"Peron_Del_Moz\" width=\"636\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/peron_del_moz.png?w=990&amp;ssl=1 990w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/peron_del_moz.png?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/peron_del_moz.png?resize=768%2C520&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">\u00abNo, pap\u00e0. Tu ti devi curare. Mettiamo noi i soldi!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">La voce di mio figlio riecheggiava ancora nitida nella mia testa. Ero comodamente seduto sulla panchina in cima al piccolo precipizio\u00a0non lontano da casa. Le montagne apparivano fredde e maestose, mentre la luce rosata del tramonto invernale iniziava a colorarle. Intuivo chiaramente\u00a0che in quel momento era direttamente Dio che si stava divertendo a dipingere le rocciose creste intorno a me.\u00a0Lui\u00a0per me. Un Suo istante dedicato a nutrire la mia\u00a0serena contemplazione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">I pensieri insistevano sulle decisioni che dovevo prendere. No. Non avrei mai potuto permetterlo. Mio figlio e la sua famiglia non potevano proprio affrontare l&#8217;impegno economico dell&#8217;operazione e di tutte le cure che ne sarebbero seguite.<br \/>\n&#8220;Era andata cos\u00ec!&#8221;, Continuavo a ripetere a me stesso.<br \/>\nAvevo lavorato sodo. Avevo contribuito al welfare dello stato per una vita. Ma non mi sentivo di recriminare nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Quando era uscita la legge, meno di un anno prima, avevo condiviso lo spirito e la scelta di chi aveva legiferato. Con la crescita dell&#8217;aspettativa di vita,\u00a0l&#8217;economia del sistema previdenziale non si reggeva pi\u00f9. Non si poteva pi\u00f9 far pagare ai giovani il prezzo, sempre pi\u00f9 caro, del tenere in sesto l&#8217;incerta salute di noi vecchi. E cos\u00ec avevo accolto con favore la nuova legge che obbligava a saldare\u00a0di tasca propria tutte le spese sanitarie delle persone sopra gli ottant&#8217;anni.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Il provvedimento aveva avuto un&#8217;effetto istantaneo dirompente. In pochi mesi due milioni di giovani avevano trovato finalmente un posto di lavoro stabile. E ricominciavano a sperare nel loro futuro. Un risultato impagabile.<br \/>\nIo avevo scoperto solo da poco\u00a0la mia malattia. L&#8217;unica speranza era l&#8217;operazione, una normale\u00a0operazione di routine, mi avevano detto.\u00a0Vita certamente allungata di molto, al prezzo di limitati danni permanenti.<br \/>\nMi ero fatto fare subito un preventivo, ma\u00a0i miei risparmi non erano adeguati a sopportare quella spesa, n\u00e9 io, a dire il vero, sentivo cos\u00ec tanto il desiderio\u00a0di vivere oltre il\u00a0deperire delle mie capacit\u00e0 motorie e mentali.<br \/>\nE mio figlio?\u00a0Avrebbe dovuto impegnare i risparmi di chiss\u00e0 quanti anni per dare continuit\u00e0 alla linea della vita tracciata sul palmo della mia mano.<br \/>\nNon l&#8217;avrei mai permesso.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Ripercorsi per ore, lentamente, tutti i ricordi della mia esistenza. I momenti felici, le difficolt\u00e0, il duro lavoro, le soddisfazioni. Le sofferenze e le ingiustizie. Le piccole cose importanti che solo ora apprezzavo appieno nella loro semplicit\u00e0 e profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Mi ritorn\u00f2 alla mente un vecchio raccontino che avevo scritto intorno ai cinquant&#8217;anni. Raccontava una strana storia cos\u00ec simile a quella che stavo vivendo. In fondo da allora erano passati oltre\u00a0trent&#8217;anni. Una mezza vita carica di sorprese ed accadimenti. Era stato bello farne parte.<br \/>\nEra bello anche essere l\u00e0, ora, solo su quella panchina, a scorrere un evento dopo l&#8217;altro, rivivendolo con emozione i passaggi della mia storia, insignificante come tante, ma molto, molto personale.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify\">Gi\u00e0 da un&#8217;ora non sentivo pi\u00f9 le mie gambe. Faceva freddo sotto il cielo limpido. La luna piena, ormai alta sull&#8217;orizzonte, illuminava le creste delle montagne davanti a me. La neve rifletteva la sua luce, moltiplicandone l&#8217;effetto magico. Non ci sarebbe potuto essere un&#8217;altro momento della stessa intensit\u00e0. Era una notte che sembrava un nuovo giorno.<br \/>\nE, mentre osservavo quello spettacolo sublime, mi addormentai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNo, pap\u00e0. Tu ti devi curare. Mettiamo noi i soldi!\u00bb La voce di mio figlio riecheggiava ancora nitida nella mia testa. Ero comodamente seduto sulla panchina in cima al piccolo precipizio\u00a0non lontano da casa. 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