{"id":2947,"date":"2016-07-23T20:54:37","date_gmt":"2016-07-23T18:54:37","guid":{"rendered":"https:\/\/sincronicita.wordpress.com\/?p=2947"},"modified":"2016-07-23T20:54:37","modified_gmt":"2016-07-23T18:54:37","slug":"cupidigia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2016\/07\/23\/cupidigia\/","title":{"rendered":"Cupidigia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:justify\">Guardavo dall&#8217;alto, ammirato, la perfezione della mia opera.<br \/>\nLaura e Francesco camminavano lentamente, una in fianco all&#8217;altro, lasciando le loro anche libere di urtarsi dolcemente facendoli rimbalzare in un giocoso ondeggiare. Avevano percorso in lungo una delle piazze di Monza, senza abbracciarsi e senza tenersi mai per mano, ma i loro corpi procedevano cos\u00ec vicini che sembravano quasi blandamente magnetizzati.\u00a0Avevano raggiunto uno dei bar della piazza con i tavolini fuori e si erano seduti per un aperitivo. Laura aveva l&#8217;aspetto di chi non era minimamente interessata all&#8217;arrivo del cameriere per fare il suo ordine. Il suo viso di carnagione chiara sembrava quasi riverberare mentre teneva gli occhi trasognati puntati sul suo Francesco. E Francesco la ricambiava. Busto eretto, leggermente proteso verso di lei, e un sorriso sornione con cui si\u00a0gustava gli\u00a0occhi luminosi e intensi davanti a lui. Mentre la guardava ripensava alla splendida serata di sesso che avevano appena trascorso. Era stata molto pi\u00f9 che piacevole.\u00a0Lenta, coinvolgente e carica di un mix straordinario di tenerezza, complicit\u00e0, dolce violenza e anche di un pizzico di divertente comicit\u00e0. Ripensava alla loro serata, fissava Laura, ma non riusciva a non pensare a Teresa. Non la sentiva pi\u00f9 da tre giorni. N\u00e9 un messaggio, n\u00e9 un post su Facebook a cui replicare subito per tenere vivo il suo interesse, nemmeno una segnale\u00a0telegrafico alla sua chiamata senza risposta della mattina precedente. Teresa era splendida. Carnagione scura e curve morbide, meno armonia e modi gentili di Laura, ma il sottile mistero di chi misura con cura il suo coinvolgimento. Una serata come quella di ieri, con lei, non sarebbe potuta esserci, ma una serata diversa s\u00ec.<br \/>\nIn quel momento Teresa era molto vicina, stava camminando frettolosamente in una delle strade che portavano alla stessa piazza, ma, a dire il vero, stava anche per svoltare per raggiungere il negozio di telefonini un paio di quartieri pi\u00f9 in l\u00e0. Andava di solito in quel negozio ogni volta in cui\u00a0sentiva il bisogno di cambiare cover al suo iphone. Procedeva spedita, con gli occhi piccoli e stretti un po&#8217; accigliati, perch\u00e9 aveva dimenticato di prendere gli occhiali da sole prima di uscire di casa. Pensava a Francesco, che l&#8217;aveva contattata il giorno prima. Non aveva risposto, non era proprio dello spirito buono. Francesco, era un bravo ragazzo, un ottimo partito, simpatico e belloccio e ci teneva a tenerselo buono perch\u00e9 non si sa mai nella vita. Ma erano due giorni che aveva la testa da un&#8217;altra parte.\u00a0Da quando Stefano, tre giorni prima, improvvisamente se ne era andato con una scusa, dopo che si erano concessi di tutto. Si erano visti anche i giorni dopo, apparentemente nulla era successo, ma da quella sera aveva una sensazione strana e lei, quando aveva sensazioni strane, ci prendeva sempre. Stefano non era uno qualunque, uno da lasciarsi scappare senza mettere in atto piani b, c, d ed f. Aveva bisogno di stare tranquilla e pensare a come muoversi.<br \/>\nMentre stava per imboccare la strada del negozio, voi non ci crederete perch\u00e9 era certamente\u00a0il tipo di\u00a0evento\u00a0che normalmente Teresa avrebbe percepito in anticipo, non si accorse che\u00a0stava arrivando\u00a0in auto a poche decine di metri da lei, esattamente\u00a0in quel preciso momento, proprio Stefano. Aveva parcheggiato la sua Porsche, senza far troppo rumore, al posto riservato agli invalidi davanti al suo bar preferito, tanto sarebbe potuto restare solo un\u00a0minuto. Era entrato di fretta e aveva ordinato a Mariana, con un grande sorriso, il suo solito cappuccino. Mariana era la ragazza romena dai modi dolci e incantevoli che serviva nel locale. Aveva un modo tutto suo, flessuoso e spontaneo di muoversi\u00a0e\u00a0di muovere quello che sfiorava. La sua voce era cos\u00ec melodiosa che il suo accento non risultava mai coriaceo, era semmai esotico, per nulla scontato, carico di una sensualit\u00e0 naturale. A Stefano era capitato frequentemente di entrare nel locale e di averla vista servire i clienti intonando continui motivi musicali sempre vari e ammalianti. E spesso si fermava anche a parlare con lei, e l\u00ec scattava veramente qualcosa, perch\u00e9 Mariana aveva un volto semplice, senza\u00a0trucco, dolcemente punteggiato di lentiggini che esaltavano i suoi lineamenti perfetti. Mentre parlava con qualcuno, Stefano incluso, lei si inseriva in una modalit\u00e0 comunicativa spontanea e sorridente che avrebbe reso piacevole parlare del tempo anche per chi si era appena inzuppato dentro ad un temporale.<br \/>\nMentre beveva il suo cappuccino, quel giorno ahim\u00e8 troppo\u00a0di fretta, Stefano osservava Mariana e gli altri avventori. Stefano era certo che diversi di loro venivano l\u00ec, come lui, per Mariana. Lei invece quel giorno osservava di nascosto Iuri, che se ne stava mogio e defilato seduto ad un tavolino sorseggiando un&#8217;acqua minerale. Non veniva spesso. Era originario del suo stesso paese e ogni tanto le era capitato di chiacchierare per ore con lui dei loro luoghi, dei momenti spensierati della loro adolescenza, ma, secondo lei, tutti e due erano troppo timidi per condividere l&#8217;uno con l&#8217;altra tutto quello che si portavano dentro per\u00a0la loro emigrazione.<br \/>\nIuri guardava il vetro del bicchiere che faceva riverberare un riflesso della luce che arrivava da fuori. Pensava a Laura. Lei era l&#8217;unica ragazza italiana che lo trattasse con dolcezza e l&#8217;avesse fatto sempre sentire semplicemente un ragazzo e non un ragazzo romeno come tutte le altre. Quando pensava a lei sentiva crescere dentro un gran\u00a0desiderio di icontrarla ancora. Succedeva sempre per caso ultimamente. Da quando avevano terminato\u00a0l&#8217;universit\u00e0 non capitava spesso, ma sempre lei lo accoglieva con un sorriso, un abbraccio sincero e qualche veloce parola carica di attenzioni e serenit\u00e0. Scost\u00f2 un po&#8217; il bicchiere, il riflesso si fece pi\u00f9 intenso ferendogli gli occhi, che mantenne comunque ben spalancati sperando di ricevere un&#8217;illuminazione sulla domanda che aveva scolpita nella mente: &#8220;Dove sar\u00e0 adesso Laura?&#8221;.<br \/>\nVedevo tutto distintamente, quello che avevo davanti era un capolavoro di incastri perfetti. Per niente facile da creare, ve lo garantisco, anche se al giorno d&#8217;oggi \u00e8 pi\u00f9 facile di un tempo. Ero stato davvero bravo.<br \/>\nMa dovevo rimettere mano un po&#8217; a tutto.\u00a0Il giorno prima ero stato richiamato ai piani alti, ed ero stato redarguito. Il mio operato qui, pare lasciasse a desiderare. Poche coppie durature, poche certezze, molta grande confusione. E allora quel giorno avevo dovuto cambiare faretra. E le frecce che stavo per scoccare avrebbero cambiato la vita di molti di loro. Perch\u00e9, quando arrivano dei figli, sembra un caso, ma le vite possono cambiare.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"636\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZX2KJKRViPA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align:justify\">\n<p style=\"text-align:justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardavo dall&#8217;alto, ammirato, la perfezione della mia opera. 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