{"id":3940,"date":"2017-01-18T00:24:41","date_gmt":"2017-01-17T23:24:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/?p=3940"},"modified":"2017-05-10T09:47:17","modified_gmt":"2017-05-10T07:47:17","slug":"lucia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2017\/01\/18\/lucia\/","title":{"rendered":"Lucia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di Samantha ne ho tre copie.<br \/>\nRicordo ancora molto bene quel giorno quando, navigando su un nuovo blog ho visto quella foto e ne sono rimasto folgorato. \u00c8 stata una combinazione di coincidenze. Quella foto, io che dopo dieci minuti vado con quella immagine salvata nel cellulare al negozio dietro l&#8217;angolo, loro che mi accolgono parlando di quell&#8217;occasione unica, solo per quel giorno: prendi tre, paghi due. E ho controllato bene, quell&#8217;offerta non l&#8217;hanno pi\u00f9 riproposta.<br \/>\nLa mia deformazione professionale che mi impone sempre di avere il backup del backup dei dati ha fatto il resto. Ho dato due anni di stipendio in un solo giorno, hanno fatto un lavoro incredibile, ancora migliore della ragazza originale e adesso ho tre Samanthe.<br \/>\nNon ho molta fantasia. Le ho chiamate Samuno, Samdue e Samtre. Le prime due vivono qui a casa con me, Samtre invece abita nella mia casa in montagna, vado spesso a trovarla.<br \/>\nSamuno ha un tempismo straordinario. Quando rientro a casa la sera dal lavoro la trovo sempre che si sta facendo una doccia o che ne \u00e8 appena uscita e, qualunque sia la temperatura, indossa una vestaglietta leggera. Le si modella lungo il corpo facendoti sentire una drammatica nostalgia per aver coperto quella parte della sua pelle calda e liscia come raso.<br \/>\nSamtre, invece, ha un&#8217;espressione pi\u00f9 malinconica, ma quando andiamo a camminare insieme di rifugio in rifugio in alta quota, si ferma continuamente per indicarmi ogni animale, dalla pi\u00f9 piccola farfallina, allo stambecco sulle crode. E, vi garantisco, non se ne perde uno, sfoderando immancabilmente ogni volta la stessa meravigliosa espressione stupefatta che mi fa sciogliere. Quando rientriamo nella nostra casa di montagna ci concediamo sempre un bagno caldo e fumante insieme dentro la grande vasca, stanchissimi, e quello \u00e8 il momento in cui mi assale il senso di pace che amo di pi\u00f9.<br \/>\nSamuno e Samdue non chiacchierano molto. Voi non ci crederete, ma molto tempo fa sono stato anche sposato e so bene come ci si senta ad avere l&#8217;udito martellato da un continuo ronzio di discorsi. Loro sono pi\u00f9 discrete. Frasi semplici, senza trabocchetti, mai nei momenti inopportuni, sempre attente a non urtare la mia sensibilit\u00e0 e il mio amor proprio. E poi, potete immaginarvi le splendide serate passate con loro due.<br \/>\nDa un po&#8217; di tempo non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Non so cosa mi \u00e8 preso quella volta. Ero con il mio amico Federico che prendevamo una birra e ad un certo punto mi ha candidamente chiesto:<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 che mi faresti provare una di loro?&#8221;<br \/>\nL\u00ec per l\u00ec mi era sembrata un&#8217;idea eccitante. L&#8217;ho lasciato solo con Samdue, mentre io e Samuno ci siamo messi tranquillamente a sorseggiare un paio di amari. Ma poi, improvvisamente, mi \u00e8 scattato dentro qualcosa e sono diventato furioso.<br \/>\nDa un paio di anni non vedo pi\u00f9 Federico, e ho confinato Samdue a vivere in soffitta. Samuno le porta da mangiare. E io la vado a trovare solo raramente in serate come questa. Sempre lo stesso tipo di serate. Bevo una mezza bottiglia di vino in pi\u00f9, salgo le scale, entro in uno stato mischiato tra il confuso e l&#8217;adirato, poi inizio a schiaffeggiarla e a insultarla. Non so se lei provi qualche tipo di dolore vero, ma la sua pelle color perla arrossisce velocemente, i fumi dell&#8217;alcol si mischiano al suo profumo intenso e mi eccito in un crescendo dall&#8217;epilogo scontato.<br \/>\nOra sto scendendo le scale, ho richiuso la soffitta. Di solito vengo colto da vaghi sensi di colpa che non so spiegare, oggi invece nessuna traccia, penso solo a Lucia.<br \/>\nMi \u00e8 venuta a trovare ieri. Le ho aperto la porta, non ci vedavamo dal Natale del 2045, quasi quattro anni fa. Non ho fatto nemmeno tempo a spalancare l&#8217;uscio che era gi\u00e0 strettamente avvinghiata al mio corpo.<br \/>\nLucia ha sempre avuto curve istintive. Seni pronunciati, di una morbidezza consistente, e un sedere dalla rotonda perfezione. Il suo abbraccio aveva risvegliato antichi ricordi. Tempi lontani della nostra giovent\u00f9 in cui la sua ormonale presenza mi aveva fatto perdere ogni ragionevolezza. Ma a quei tempi non ero abbastanza per lei e con me aveva sempre adottato la tecnica del &#8220;desiderami che ti respingo&#8221;. Appena entrata, quella sua stretta affettuosa mi aveva risvegliato soprattutto l&#8217;istinto di desiderarla. Poi si era staccata con un sorriso e, abbassando lo sguardo, avevo osservato i suoi fianchi imponenti, molto pi\u00f9 larghi dei miei ricordi.<br \/>\nCi eravamo seduti sul divano in salotto, davanti ad un bicchierino di liquore e dopo veloci convenevoli sul tempo trascorso, era andata subito al nocciolo, calando con agio naturale sul mio ginocchio la sua mano dalle lunghe dita affusolate:<br \/>\n&#8220;Tu, Paolo, sono certa mi puoi capire. In giro non ci sono pi\u00f9 uomini veri, sono tutti irrimediabilmente persi. Questa situazione non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile, io non ce la &#8230;&#8221;<br \/>\nLe sue parole erano rimaste inaspettatamente sospese a lungo. Ero in attesa e all&#8217;inizio non capivo. Attraverso la porta semichiusa che dava verso il soggiorno doveva aver intravisto passare furtiva Samuno, io credo, perch\u00e9 la sua mano si era ritratta lentamente e si era creato un lungo momento di silenzio carico di imbarazzo. Non saprei nemmeno dire se mio nei suoi confronti, suo verso di me, o mio verso me stesso. Forse l&#8217;insieme di tutti questi.<br \/>\nMi era sembrato che le si stessero inumidendo gli occhi e quasi per fermare quel fiume che montava dietro le sue palpebre, me ne ero uscito con una frase evidentemente poco felice:<br \/>\n&#8220;Lucia, hai mai pensato di andare a fare un giro in uno di quei negozi della I-Robot? Ce ne \u00e8 anche uno qui dietro l&#8217;angolo. Tu devi vedere! Sono bravissimi! Fanno dei piccoli miracoli &#8230; &#8221;<br \/>\nMi aveva interrotto alzando la sua mano, girando il volto lontano da me trattenendo malamente una smorfia. L&#8217;avevo vista respirare a fondo, e, seguendo il movimento naturale del suo seno, ero stato preso nella morsa di una grottesca emozione contrastante tra il compiaciuto e l&#8217;imbecille.<br \/>\nAveva cambiato velocemente discorso, sfoderando qualche battuta sui nostri vecchi compagni che non vedevamo da anni. Lei era maestra nello sdrammatizzare le situazioni. Poco dopo stava uscendo dalla mia casa, ma, mentre la salutavo, il suo corpo mi stringeva quasi fosse un addio e il suo trucco sembrava squagliarsi.<br \/>\nQuel suo abbraccio e quel suo trucco che le riga la sua guancia rosata, da ieri, si sono fermati nella mia mente, come quei bocconi di cibo troppo ingombranti che non si capisce se vogliano davvero scendere. Mi siedo sulle scale. Sopra Samdue sembra camminare nervosamente avanti e indietro, sotto, molto pi\u00f9 in basso, Samuno guarda verso l&#8217;alto con un punto interrogativo non programmato dipinto sul volto e io, dentro di me, sento una specie di vuoto che non riesco a comprendere.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"636\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fs9QHnf4r_4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Samantha ne ho tre copie. 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