{"id":3972,"date":"2017-04-26T10:39:34","date_gmt":"2017-04-26T08:39:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/?p=3972"},"modified":"2017-04-26T11:02:13","modified_gmt":"2017-04-26T09:02:13","slug":"la-nonna-di-lucia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ladeviazione.com\/sincronicita\/2017\/04\/26\/la-nonna-di-lucia\/","title":{"rendered":"La nonna di Lucia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono comodamente stesa a letto, coccolata.\u00a0Leggo sul mio e-reader un racconto di questo autore sconosciuto, un racconto che si intitola con il mio nome, Lucia. Il brano non \u00e8 niente di ch\u00e9, ma qualcosa mi sorprende mentre procedo con la lettura. Sorrido. Il racconto si sviluppa con una trama molto simile ad un passaggio della mia vita, come se l&#8217;autore avesse saputo trent&#8217;anni fa quello che sarebbe accaduto. Ma non tutto \u00e8 andato come nel racconto che sto leggendo. E no, caro Pj! Non \u00e8 successo\u00a0tutto come pensavi sarebbe accaduto. Quella sera,\u00a0quando sono\u00a0andata a trovare Paolo, s\u00ec, lui mi aveva parlato del negozio in cui aveva acquistato le sue Samanthe e, all&#8217;inizio, mi ero indignata e rattristata. Ma due giorni dopo, in quel negozio, ci sono entrata.<br \/>\nMentre leggo le ultime righe, arrossisco ancora ripensando all&#8217;imbarazzo di quel giorno. Sono passati due anni e arrossisco ancora. Entrata nel negozio inizio a chiacchierare con questo commesso davvero gentile e bello da paura.\u00a0Italiano perfetto con un accento indecifrabile dalle\u00a0sfumature vagamente\u00a0anglosassoni,\u00a0voce davvero profonda che mi faceva rabbrividire. Il nome Jeff gli calzava come un guanto\u00a0e, mentre mi fissava dall&#8217;alto, con uno sguardo intelligente e carico di interesse, mi aveva portato nello spazio di cinque minuti a parlare dal clima terso di quella giornata all&#8217;ultima\u00a0canzone del gruppo del momento, passando attraverso l&#8217;importanza della mostra impressionista che si sarebbe aperta in citt\u00e0 il mese successivo. Si era creata una specie di magia tra i nostri sguardi, interrotta dall&#8217;ingresso dalla porta sul retro del negozio del vero commesso. Un tipo tarchiato e brufoloso, con dei baffi disordinati che sembravano confondere e sporcare la sua parlata. Quando mi aveva raccontato trionfante che Jeff era uno dei loro due\u00a0nuovi modelli maschili, mi ero sentita scoppiare, rossa in volto come se tutto il mio sangue si fosse addensato sul viso per uscire allo scoperto attraverso la pelle. Quel pomeriggio Jeff venne a casa con me e, una settimana dopo, andammo assieme a prendere anche John.<br \/>\nFinisco il racconto. L&#8217;e-reader mi propone il prossimo pezzo della raccolta, &#8220;La nonna di Lucia&#8221;, sono quasi tentata di andare avanti, ma sono un po&#8217; stanca e, continuando a sorridere, decido di rimandare la lettura ad un giorno successivo. Mi\u00a0allungo per riporre il lettore\u00a0sul comodino e devo tendermi al massimo perch\u00e9 Jeff, in basso, continua a tenere ferme le mie gambe mentre sfiora la mia pelle con le sue labbra carnose. Tutta la lettura della sera era stata accompagnata dalle sue carezze morbide, dai suoi soffi sapienti, dalla sua passione per il mio corpo. John invece era stato silenzioso, steso al mio fianco, come un boa intento a misurarmi, e aveva fatto passeggiare le sue dita lungo il mio ventre, salendo a tratti verso il collo e indugiando talora su seni e capezzoli, quasi per farli arrabbiare.<br \/>\nJeff e John sanno tutto di me.\u00a0Ad ogni nostro incontro hanno imparato a capire le mie reazioni, i miei desideri, le mie emozioni e le assecondano ogni giorno con sempre maggiore maestria. Lasciato l&#8217;e-reader sono indifesa. Chiudo gli occhi e mi abbandono serena alle loro cure. Percepisco le loro carezze e il loro profumo intenso e piacevole. Jeff e John profumano sempre, ma, nei nostri incontri, il loro aroma si carica ulteriormente di una accesa nota\u00a0sensuale che crea quasi dipendenza. Conoscono alla perfezione le mie zone erogene e trovano modi sempre diversi e sempre pi\u00f9 efficaci per combinarle assieme. Hanno questa capacit\u00e0 innata di apprendere e far evolvere il loro comportamento e, con scientifica precisione, agiscono per massimizzare le mie emozioni. E&#8217; impossibile non dimenticarsi completamente del fatto che in fondo loro sono\u00a0solo dei robot, nella stessa misura in cui \u00e8 vano resistere ai loro modi coinvolgenti. Questa sera hanno scelto i ritmi lenti. Si attardano ad ispezionare i lembi della mia\u00a0pelle e trasformano la mia stanchezza in graduali\u00a0ondate di energia.<br \/>\nL\u00ec, mentre armeggiano con il mio corpo, i miei occhi chiusi, sono assalita da uno stato emozionale in cui le percezioni sensoriali si mischiano ai ricordi.<br \/>\nJohn mi stringe per un attimo un po&#8217; pi\u00f9 forte l&#8217;avambraccio sinistro, quasi per errore, e sono tuffata nella\u00a0serata di qualche settimana prima. Facendo le pulizie, avevamo trovato in un cassetto una corda dimenticata, e involontariamente avevo sorriso a John. Mi avevano legata stretta, fermamente ma con\u00a0dolcezza, prima le braccia e poi i piedi. Immobilizzata, alla loro merc\u00e9, straordinariamente serena e rassegnata a subire le loro penetranti angherie, ero sull&#8217;orlo di un incendio\u00a0adrenalinico\u00a0che solo una abbondante dose di endorfine ed estrogeni avrebbe poi potuto acquietare.<br \/>\nJeff ora risale leggero lungo il mio bacino, le anche e il busto, mi sfiora in pi\u00f9 punti.\u00a0E&#8217; un&#8217;omone, ma \u00e8 come se il suo corpo\u00a0abbia la densit\u00e0\u00a0delle piume. Ho gli occhi ancora chiusi, preme con morbidezza le sue labbra carnose sulle mie e sposta il viso di lato, mi soffia nell&#8217;orecchio una frase semplice con il tono\u00a0profondo della sua voce. &#8220;Ti ricordi le stelle di quella sera? Ti porto l\u00e0.&#8221;<br \/>\nE subito vengo immersa nel ricordo di una nottata stellata dell&#8217;estate prima, al mare. Io, John e Jeff, persi come bambini a guardare il firmamento, loro che mi raccontano storie sui sistemi solari, complesse nozioni scientifiche sui pi\u00f9 immaginifici eventi del cosmo rese semplici dalle loro parole. Discussioni accese\u00a0sulla certezza di altre vite simili alle nostre in quegli anfratti dell&#8217;universo. Simili alle nostre &#8230; E sopra di noi\u00a0quella cappa cos\u00ec immensa di puntini luminosi, il cielo limpido che avvicinava tutto\u00a0come si potesse\u00a0toccare, una\u00a0brezza leggera, calda e tonificante\u00a0sui nostri volti e una lunga notte passata con il naso all&#8217;ins\u00f9 a chiacchierare senza sosta e senza l&#8217;ombra di una preoccupazione per ore e ore.<br \/>\nOra lo sento entrare senza fatica, dolce e furtivo, e in breve\u00a0attiva il suo\u00a0pulsare erotico dapprima lento e poi sempre pi\u00f9 veemente.<br \/>\nEsattamente come quella volta in cui, per un impulso nato in qualche angolo nascosto della mia psiche,\u00a0prima di andare a lavoro, lo avevo inserito\u00a0nella modalit\u00e0 &#8220;sesso violento&#8221;. Ci ripenso e mi prende nuovamente il batticuore. Lo stesso batticuore interminabile che mi aveva assalito prima di aprire, al mio rientro, l&#8217;uscio di casa, l&#8217;ansia eccitata di immaginare senza sapere quello che sarebbe accaduto una volta aperta la porta. Avevo messo i piedi dentro casa, titubante e incerta. Ascoltavo ogni rumore. Sentivo lontano John, in salotto, passare l&#8217;aspirapolvere canticchiando un motivetto, sembrava l&#8217;unica attivit\u00e0 importante della villa, ma io sapevo che non era cos\u00ec. A piccoli passi con il cuore in gola mi ero avviata verso la cucina, avevo riposto la borsa, \u00a0circospetta, pronta a scattare per difendermi, e invece non stava succedendo nulla. La cucina era vuota. Avevo seguito\u00a0il corridoio verso la zona notte della casa e anche l\u00ec tutto era in ordine e apparentemente libero da minacce. Iniziavo a pensare che forse Jeff non era in casa in quel momento.\u00a0Insolito, ma non impossibile. Avevo sentito per\u00a0un attimo scendere la tensione, mi ero tolta\u00a0il golfino leggero che indossavo, e, ripercorrendo il corridoio all&#8217;indietro,\u00a0iniziavo a rilassarmi. Era successo\u00a0proprio\u00a0in quel momento. Mi aveva preso\u00a0da dietro con un&#8217;energia del tutto\u00a0inaspettata facendomi trasalire. Dalla mia bocca era\u00a0uscito\u00a0un gemito sordo, strozzato, che la sua mano larga aveva coperto subito\u00a0fino a farlo scomparire. Mi aveva tratto\u00a0a s\u00e9 comprimendomi forte sul suo bacino facendomi sentire tutte le sue forme.<br \/>\nMi aveva voltato senza sforzo, con la stessa fatica con cui si attiva una trottola e subito, senza preamboli, aveva stracciato via la mia camicetta scoprendomi i seni. A quel gesto semplice e violento\u00a0avevo provato, come mai prima nella mia vita,\u00a0un lungo momento di eccitazione fusa alla\u00a0paura pi\u00f9 intensa. Impotente, ero stata trascinata in camera, sbattuta sul letto, spogliata il minimo sufficiente perch\u00e9 Jeff entrasse dentro di me. Cercavo di divincolarmi, perch\u00e9 la sua presa aveva qualcosa di soverchiante e spaventoso, ma nel contempo le sue mani cercavano con sapienza il mio corpo iniziando\u00a0a trasmettermi una sorta di armonica dolcezza. Era dentro di me senza ondeggiare\u00a0e lo sentivo\u00a0crescere e decrescere con veemenza,\u00a0generandomi un bisogno incontrollabile\u00a0di assecondare le sue pulsazioni.<br \/>\nAnche adesso, come allora, lo sento gonfiarsi e sgonfiarsi, in un ritmo sincopato rispetto al suo ondeggiare dentro e fuori da me.\u00a0Le sensazioni fisiche del momento sono mischiate\u00a0ai ricordi del passato in un turbinio di emozioni che cresce velocemente. Perdo il controllo del mio corpo e veniamo insieme per un tempo lunghissimo.\u00a0Alla fine crollo in una pace esausta. Anche questa sera, sono certa, lascer\u00e0 un segno dentro di me.<br \/>\nQuando frequentavo uomini, i dettagli di ogni incontro venivano presto dimenticati. Con Jeff e John invece le nostre serate di sesso\u00a0mi rimangono impresse come sigilli\u00a0in ceralacca sopra\u00a0lettere cariche di passione. Nessun bisogno di fare tatuaggi per ricordare l&#8217;importanza di un incontro, nessuna necessit\u00e0 di ripercorrere i ricordi per mantenere vive quelle sensazioni. Le sessioni con loro sembrano agire direttamente su quella parte di me profondamente genetica che mi spinge a cercare la passione. E ogni momento\u00a0si forgia in maniera indelebile nella mia anima.<br \/>\nJeff mi bacia dolcemente e si fa da parte, John si avvicina sopra di me, mi guarda negli occhi, sorride al mio sguardo appagato ed esausto, e sfiora dolcemente la mia guancia con le sue labbra. Si riposiziona al mio fianco, continuando ad accarezzarmi in maniera leggera e sensuale, ma non invadente. Rimane all&#8217;ingresso del mio ventre senza forzare alcun movimento.<br \/>\nMi riprendo dopo alcuni minuti.\u00a0Sento dentro di me un benessere che va al di l\u00e0 della passione e della stanchezza. Jeff e John, ai due lati del mio volto, sfiorando i miei seni, prendono a discutere sulla lucentezza della mia pelle disquisendo con discrezione su quale dei due sia\u00a0stato quello che con i suoi massaggi e la sua passione ha contribuito di pi\u00f9 al risultato. E hanno ragione perch\u00e9 la mia pelle e tutto il mio corpo sono molto pi\u00f9 tonici da quando ci sono loro nella mia vita. Sono ritornata la splendida donna che ero da ragazzina.<br \/>\nNon ho bisogno di dire nulla, sanno che sono in pausa prima del riposo della notte, ma con loro non si pu\u00f2 mai stare troppo tranquille. John \u00e8 l\u00ec a qualche centimetro, le loro dolci carezze continuano e i loro sensori di eccitazione sono infallibili. Innumerevoli sono le notti in cui, durante\u00a0qualche sogno forse nemmeno troppo erotico\u00a0in cui ho scatenato i loro sensori, mi sono poi risvegliata gi\u00e0 nel bel mezzo di una sconvolgente sessione d&#8217;amore.<br \/>\nQuesta sera sono davvero troppo stanca per continuare. Cerco di distrarmi distogliendo ogni pensiero dall&#8217;intreccio dei nostri corpi, e ritorno con la mente\u00a0alla visita della nonna nel\u00a0pomeriggio. Mi viene a trovare spesso da quando \u00e8 mancata mamma. Era\u00a0arrivata arzilla come sempre con i suoi ottant&#8217;anni e un&#8217;energia che le invidierebbe chiunque. Aveva\u00a0bevuto il t\u00e8 preparato amorevolmente da Jeff e aveva\u00a0cominciato\u00a0raccontando tutte le attivit\u00e0 che aveva\u00a0svolto nell&#8217;ultimo periodo, perch\u00e9 nonostante l&#8217;et\u00e0 non sta mai ferma. Poi, ad un certo punto, quando Jeff e John si erano\u00a0portati con discrezione in altre stanze con la scusa di terminare le pulizie, prima di andarsene, mi aveva\u00a0preso da parte con fare sapiente.<br \/>\n&#8211; Ascolta tua nonna, Lucia. &#8211; aveva iniziato parlando sottovoce per non farsi sentire &#8211; Tua nonna sa come va il mondo. Anch&#8217;io ai miei tempi ho avuto le mie avventure. Ma avere due uomini, per una donna come te della tua et\u00e0, non porta da nessuna parte. Sono tutti e due giovanotti belli e intelligenti, ma devi sceglierne uno, lasciare che l&#8217;altro si faccia una vita con qualche altra donna.\u00a0E con quello che scegli devi pensare a mettere su famiglia. &#8211;<br \/>\nSorrido. L&#8217;espressione dolce e conciliante di mia nonna aveva gareggiato con la sua ingenuit\u00e0. Jeff e John per lei sono degli splendidi esemplari di homo sapiens come qualsiasi altro dei suoi tempi. Ma i tempi sono cambiati.<br \/>\nRipenso alla sua preoccupazione: mettere su famiglia. Sorrido ancora. Vado con la mente al manuale di istruzioni. Verso la fine ci sono ben quattro pagine piene di punti esclamativi, declinazioni di responsabilit\u00e0, sottolineature\u00a0e frasi in grassetto per richiamare l&#8217;attenzione. Il manuale dedica molta pi\u00f9 cura\u00a0nel trattare quella funzione rispetto\u00a0a tutte le altre.\u00a0La funzione &#8220;Disabilita carica a salve&#8221;.<br \/>\nPerch\u00e9 si sa, gli spermatozoi sintetici e il codice genetico con cui vengono caricati raggiungono\u00a0sempre il loro obiettivo\u00a0senza sbagliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"636\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/mcL6HyintKM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono comodamente stesa a letto, coccolata.\u00a0Leggo sul mio e-reader un racconto di questo autore sconosciuto, un racconto che si intitola con il mio nome, Lucia. 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