Un difetto della musica

Flauto Traverso

Come molte altre persone sulla faccia di questa terra ho una passione, non esagerata, ma continua nei confronti della musica. Sono frequenti le situazioni in cui percorro lunghi tragitti in automobile o altrettanto lunghe serate di lavoro ascoltando musica per rilassarmi. A volte, lo confesso, mi capita di rivivere un singolo brano a ripetizione, senza sosta, per tutto il tempo.

La musica è come una magia. Ti entra dentro non solo attraverso gli organi di senso preposti allo scopo, talvolta investe tutto il tuo corpo e ti pare di sentirla quasi più sulla pelle che con l’udito. Ti entra dentro e ti trasforma.

Io credo che questo suo potere sia legato all’armonia che è in grado di stabilire con il nostro animo. Anzi, forse è l’unica espressione della produzione umana che riesce in qualche misura ad emulare l’equilibrio che talora le persone riescono ad instaurare tra di loro. Perché quando ascoltiamo una musica in sintonia con il nostro stato d’animo ci fondiamo con essa e ci perdiamo nei suoi movimenti armonici e nelle parole delle sue melodie.

Il panorama musicale a cui possiamo attingere è vastissimo e si estende ogni giorno di più. Possiamo abbandonarci ad uno di quei motivetti accattivanti, che per dieci giorni filati ti sembrano una componente irrinunciabile della tua vita, ma poi repentinamente decidi che non lo ascolterai mai più. Oppure puoi abbandonarti ad un ever-green che ogni giorno muove le emozioni di decine e decine di migliaia di persone. Oppure ancora possiamo farci trasportare dal vento di modernità delle playlist randomiche della Rete che ti fanno assaggiare frutti ancora vergini per il tuo palato musicale. In effetti, a ben pensarci, le dinamiche del rapporto con la musica non sono molto dissimili dalle relazioni che sperimentiamo con altre persone.

Si potrebbe parlare dei musicisti, dei cantanti e dei compositori. Penso che nei loro confronti si sperimenti una delle poche occasioni in cui il sentimento di invidia sia davvero giustificato, perché estrarre armonia pura da pezzi di ferro e bocche da sfamare credo sia una fortuna straordinaria. Il buon Dio ha preferito non dotarmi del senso del tempo, né tantomeno dell’intonazione, – evidentemente con me aveva altri obiettivi – e ha preferito concedermi l’opportunità di amare la musica solo di riflesso. Ma spero per questo possa considerare la mia dichiarata invidia con clemenza.

C’è tuttavia una sensazione che si accompagna all’ascolto della musica che io non amo per niente. Fortunatamente mi assale solo qualche volta, ma non sono pochi i casi in cui è così forte che riesce ad azzerare il mio desiderio di lasciarmi trasportare dentro alle note. Vorrei abbandonarmi ad un pezzo amato perché è in grande sintonia con il mio stato d’animo contingente, magari inizio pure ad ascoltarlo e poi … PUFF! … mi viene in mente, vengo assalito dalla convinzione che io, il giorno dopo, quello stesso pezzo, non riuscirei nemmeno a farlo cominciare. Perché sento già che non avrò più la predisposizione giusta, il desiderio di toccare le stesse corde interiori del mio spirito.

E’ una sensazione che si accompagna sempre alla tristezza.

Spesso spengo tutto e mi metto a pensare. Mi sento come in certe fasi iniziali di una amicizia – non so se capita solo a me – quando desidero incontrare una persona perché sono nello spirito giusto per approfondire la nostra sintonia, ma percepisco già che il giorno dopo o io o quella persona non avremo più la stessa predisposizione all’armonia. Se penso alla musica che ascoltavo ieri, oggi mi sembra sicuramente ancora bellissima, ma su di me non può più fare lo stesso effetto. E’ un suo difetto o forse la proiezione dei miei difetti su di lei.

Mi perdo in questi pensieri e mi rattristo ancora di più.

La musica è vera magia per il nostro io interiore, ma porta con sé il germe della superficialità e della instabilità, e asseconda sempre la nostra pessima predisposizione ai cambi di umore.

Spesso trattiamo le persone intorno a noi come brani musicali, ma facciamo un grande errore. Una canzone ci dà gioia e ricchezza, ma noi a lei non diamo proprio niente. Con le persone è o dovrebbe essere diverso.

4 thoughts on “Un difetto della musica

  1. Silvia 15 Aprile 2015 / 15:45

    Hai ragione, con le persone è molto diverso!

  2. SyS 21 Aprile 2015 / 7:43

    Riflessione profonda e molto articolata…
    ciao!

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