Il percorso migliore

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Un paio di giorni fa ripercorrevo distrattamente l’elenco degli articoli che ho pubblicato su questo blog nel corso di questi ultimi quattro o cinque anni. Articoli sempre più sparuti, in numero inversamente proporzionale agli impegni della vita reale. La vita reale. Non saprei dire se questo mio percorso tortuoso degli ultimi anni sia stato davvero parte di una vita reale.
Leggendo l’elenco, qua e là, nascosti tra un raccontino e l’altro, ho trovato gli spezzoni di questo mio passato recente. Ho ricordato i miei compagni di viaggio, ho ricordato le insegne che incontravo tutti i giorni, gli eventi accaduti, ho ripensato alle moltissime persone che ho conosciuto in questi anni. Le persone sono meravigliose. Nascondono la loro storia dietro un involucro così originale che ne tradisce proprio l’essenza profonda.
Ho rivisto i luoghi che frequentavo. I paesi, i quartieri, i percorsi che seguivo. Gli autogrill sparsi a macchia di leopardo per il nord Italia dove spesso scrivevo i post senza pretese che costellano questo luogo virtuale.
Sembra senza importanza, nella sostanza è senza alcuna importanza, eppure queste frasi abbozzate che riempiono queste pagine hanno un significato importante calate nella frenesia di questi anni. E paradossalmente, questo lo si può capire solo quando alla tenera età di cinquantadue anni si deve prendere il cancellino e pulire la lavagna per ripartire.
Nei miei viaggi degli ultimi quattro anni e  otto mesi ho percorso circa quattrocentocinquantamila chilometri (mischiati ad altrettante interminabili riunioni). Un bel numero. Qualche volta conoscevo una nuova persona e si finiva inevitabilmente a scoprire la vita di entrambi. Io resistevo a lungo dietro una credibile riservatezza, ma spesso alla fine cedevo a raccontare la parte semplice della mia vita reale. La reazione comune di tutti era sempre una oscillazione immancabile tra uno sguardo riprensivo perché non mi volevo bene e una espressione incredula per certi ritmi che sostenevo.
Ieri ho passeggiato lungo il sentiero della foto. Ho fatto otto chilometri sotto una nevicata leggera, respirando ossigeno, in un luogo dove ero l’unico a lasciare delle orme. Di certo il miglior percorso che abbia fatto in questi ultimi anni.
Camminando si capiscono meglio le vicende della nostra vita.
Siamo fatti sufficientemente male e alla fine avremo anche un po’ di nostalgia di questi cinque anni passati. Ma la felicità profondissima che avevo dentro e che mi sta accompagnando all’inizio di questa nuova fase della vita è il lascito più importante del mio periodo diesel ormai parte granitica e non più modificabile del mio passato.

23 thoughts on “Il percorso migliore

  1. lamelasbacata 7 Marzo 2018 / 11:40

    Un’ora fa sono passata a vedere se avevi scritto e sei arrivato!
    Mi piacciono queste parole, sanno di neve fresca e pulita. Spero sia l’inizio di un buon periodo, un periodo in cui magari imparerai anche a volerti più bene. Un abbraccio di cuore

    • Pj 7 Marzo 2018 / 11:46

      Cara Mela,
      il tuo augurio mi piace molto. Spero anch’io sia l’inizio di un buon periodo. Il cambiamento può anche far paura, ma per lo più rappresenta il modo con cui l’Universo ci aiuta a solcare nuove strade.
      Mi piace anche molto che tu sia passata un’ora fa a vedere. Ha il sapore della connessione. Ricambio l’abbraccio con grande affetto.

  2. Diemme 7 Marzo 2018 / 11:46

    Che devo dirti, sono contenta. Forse, per i parametri di questo mondo, per i valori dell’occidente, questa mia felicità (per la tua libertà) è incosciente, ma la salute è uno dei capisaldi della vita, e tu ti stavi massacrando. In quei quattrocentocinquantamila chilometri un po’ di compagnia te l’ho fatta, tu nella tua macchina, io sui miei autobus, tu con lo stress della guida, della concentrazione, io con quello della folla che ti schiaccia, lo stare in piedi, l’attenzione ai borseggiatori.

    Ieri mi sono dovuta prendere a schiaffoni come il solito per andare in ufficio, mi dicevo che non ce la facevo, che forse avrei dovuto chiamare il medico e prendermi qualche giorno. Poi, il senso del dovere sempre forte, cura intensiva di schiaffoni (virtuali) e caffè (reale), mi sono messa in piedi e, sotto una pioggia battente, sono arrivata in ufficio. Quando sono entrata sembrava avessero visto un fantasma! Avevo completamente dimenticato che ero in ferie fino alla fine della settimana. 😯

    La stanchezza unita alla routine fanno di questi scherzi.

    Oggi, a casa, completamente disorientata, mi veniva da piangere, e me ne sentivo anche in colpa perché, grazie al cielo e stanchezza a parte, non ne ho motivo. Alla fine però ho detto “Cazzo, basta censurarmi, basta razionalizzare pure i sentimenti, basta sempre attingere infinitamente a risorse che sono ridotte al lumicino, io piango!”.

    E così ho pianto, tanto. Ho pianto sommessamente, a lungo, perché non ho tempo, perché non ho vita, perché sono diventata una macchina da lavoro in un vortice che sembra infinito, e devo pure pregare che continui così! 😯

    Poi mi sono asciugata gli occhi e ho iniziato a sfaccendare. A fine faccende mi metterò lo smalto nuovo, mi vestirò e farò anch’io la mia bella passeggiata, respirando la vita a pieni polmoni.

    Nessuno nella vita sa quello che nella nostra vita è un evento fortunato o meno, mai come nell’esistenza umana l’apparenza inganna, ed è vero che gli acquazzoni a volte vengono solo a spazzare via ogni negatività e ripulire il cammino.

    Buona nuova vita Pj, che ti sia foriera di ogni benessere e ogni felicità (e non dimenticare gli amici! <3 ).

    • Pj 7 Marzo 2018 / 12:30

      Cara Diemme,
      la scena che vai a lavoro senza doverci andare è simpatica, la trovo molto più simpatica di un’altra che ho in mente in cui io vado a lavoro e dopo pochi minuti mi accompagnano all’uscita.
      Anch’io sono felice per il mio cambiamento, mi preoccupo un po’ per il tuo pianto di oggi, ma so che a volte è bene lasciarsi andare perché il pianto ha un grande contenuto di acqua e ha il potere di “lavare via” i pensieri e le emozioni negative che inevitabilmente nella vita frenetica di oggi ci assalgono.
      E per la mia nuova vita, non ho insulse aspettative, né dirompenti obiettivi. Ho solo una forte coscienza di ciò che desidero e conosco bene gli errori del passato. I due ingredienti chiave di ogni potenziale futuro. (e gli amici sono alcune delle poche certezze di ogni potenziale futuro :-* ).

  3. Erik 7 Marzo 2018 / 13:47

    “Camminando si capiscono meglio le vicende della nostra vita” mi appartiene molto come frase… non sentendomi in grado di commentare il resto del post, mi sento solo di farti un augurio per questo inizio di una nuova fase!

    • Pj 7 Marzo 2018 / 14:09

      Grazie mille, Erik. Ogni augurio e ben gradito, ma gli auguri che mi arrivano sul blog hanno sempre un sapore particolare. Credo dipenda dalla affinità che, in misura maggiore o minore a seconda dei casi, si percepisce un po’ sempre come denominatore comune del nostro appartenere a questa particolare sfera virtuale.

      • Erik 7 Marzo 2018 / 16:20

        Concordo, la cosa che adoro del blog è che conosci prima i pensieri che la persona… e quell’affinità che si crea sui “contenuti” difficilmente viene tradita nel tempo…

      • Pj 7 Marzo 2018 / 16:38

        “…conosci prima i pensieri che la persona…” credo tu abbia spiegato nella maniera più semplice e sintetica il perché la blogsfera sia un posto speciale.

  4. tramedipensieri 7 Marzo 2018 / 14:40

    Buon cammino per questa nuova rinascita 🙂 il volersi bene è un percorso difficile, da attraversare a piedi ma i risultati ti sorprenderanno assai.
    Mentre si cammina ci si spoglia delle zavorre ma anche di liquidi che si pensava fossero acqua invece erano solo una copia immaginaria…

    un caro saluto
    .marta

    • Pj 7 Marzo 2018 / 16:02

      Ciao .marta, il tuo augurio è supergradito. Pensati che in questi giorni mi sento proprio come fossi senza zavorre. E’ uno stato che non provavo più da tantissimo tempo.
      Ricambio il saluto con affetto.

  5. massimolegnani 7 Marzo 2018 / 17:09

    c’è una piccola universalità in quello che scrivi, circoscritta al nostro mondo di scrivani virtuali. quel tuo ripercorrere la vita attraverso le proprie riletture è un gesto che ci accomuna, credo che capiti a ciascuno di noi, in una notte insonne o in una ricerca di una parola perfetta che non ricordi più in quale brano avessi scritto, di riesaminare le proprie piccole testimonianze virtuali e vederle come segnali di esistenza. e c’è un parallelo tra il percorso a ritroso tra i brani e la passeggiata nella neve che hai fatto: in entrambi sei “l’unico a lasciare impronte”
    ml

    • Pj 7 Marzo 2018 / 17:43

      Questo pensiero che scrivi così nitidamente è esattamente quello a cui pensavo quando ho inserito questa frase “… queste pagine hanno un significato importante calate nella frenesia di questi anni”. Per noi che le abbiamo scritte, le parole vanno al di là di quello che volevamo dire o raccontare. Agganciate ad esse ci sono i nostri personalissimi ricordi, a volte intensi, di quando le abbiamo ideate. I luoghi in cui le abbiamo scritte, i pensieri che ci accompagnavano scrivendo.

    • Pj 7 Marzo 2018 / 17:58

      Grazie mille, Silvia. Molto gradito il tuo augurio. 🙂

  6. lapoetessarossa 7 Marzo 2018 / 23:30

    Sei andato oltre la Luna. Hai raggiunto un mondo surreale, così surreale da essere verissimo. Ho letto qualcosa sull’effetto fionda e penso che adesso tu ti muoverai in uno spazio davvero autentico e i tuoi sforzi avranno la stessa leggerezza di una ipotetica assenza di gravità eterna. Sarà tutto infinitamente leggero. E non precipiterai mai più se non quando avrai scorto il pianeta giusto, là dove nessuno è mai giunto prima, ma tu sì, ci arriverai. E sì, è proprio così. Houston, scusatemi, problema risolto. 

    • Pj 7 Marzo 2018 / 23:42

      😀 😀 😀 Questa mi piace Poetessa. Magari potrei darmi da fare per partecipare alla prima spedizione su Marte come anziano preposto ai propulsori.
      Mi piace l’idea di nessuno mai giunto prima. È una cosa che sento molto nostra. :-*

  7. emaki81 19 Marzo 2018 / 10:09

    Anche io amo ogni tanto sfogliare le pagine del mio blog per rivedere il percorso fatto e a volte tirare le somme…ma guardarsi indietro è secondo me una forma di amore verso se stessi, essere più consapevoli del percorso fatto e complimentarsi in un certo senso con se stessi per averlo fatto …vivere una vita non è facile né scontato, anche senza essere degli eroi!?

    • pj 22 Marzo 2018 / 9:02

      Ciao Emaki,
      è un piacere risentirti e mi dispiace molto che ho visto il tuo commento solo ora. Per qualche caso strano è saltata la notifica quando hai postato il commento.
      Sai, “vivere una vita non è facile né scontato”, è una delle frasi più belle che siano mai state scritte su questo blog. Racchiude un po’ l’essenza del perché scriviamo, ma è anche una specie di summa che accomuna io credo quasi tutte le vite.
      Quanto all’essere eroi ho in mente esempi limpidissimi in cui gli eroi si nascondono laddove meno ci se lo aspetta.
      Un abbraccio forte!

      • emaki81 27 Marzo 2018 / 17:14

        Ciao pj!
        Se ti può consolare a me la notifica della tua risposta al mio commento è arrivata ora…?

      • Pj 27 Marzo 2018 / 17:17

        Deve esserci qualcosa che non va dalle mie parti 😀

      • emaki81 28 Marzo 2018 / 15:21

        Secondo me anche da me…un update non riuscito dell’applicazione. ..?

      • Pj 28 Marzo 2018 / 16:15

        Mannaggia, non possiamo più fidarci di wp. Una delle poche certezze della vita virtuale se ne va anche lei. 😀

      • emaki81 28 Marzo 2018 / 16:30

        In effetti…?

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